OPROL - Organizzazione dei Produttori Olivicoli Lucani

SEGNALAZIONE DANNI OLIVICOLTURA

Scritto da oprol Mercoledì 12 Settembre 2018 15:48
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A questo LINK è possibile scaricare il modulo per la segnalazione dai danni all'olivicoltura.

 

OPROL-CIA: AD ALBANO DI LUCANIA, LA NOVITA’ DELL’EXTRAVERGINE DI OLIVE AUTOCTONE

Scritto da oprol Mercoledì 04 Aprile 2018 14:55
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Mercoledì, 4 aprile 2018

Le varietà di olive autoctone del Medio-Alto Basento, tra cui la Fasola e la Tarantina, che donano profumi e sapori esclusivi di questa terra e rendono l’olio prodotto a bassissima acidità e con un elevato numero di polifenoli, sono tra le novità della produzione olearia lucana 2018. A sottolinearlo è l’Oprol-Cia evidenziando che in questo comprensorio mancava un extravergine e ci ha pensato l’azienda “Fontana dei Santi – Impresa Agricola Pepe Luciano” di Albano di Lucania, con un fruttato medio, verde, con sentori di mandorla e mela verde, in bocca un medio amaro e un piccantino in equilibrio. È un blend di agricoltura biologica, delle varietà autoctone Ogliarola del Bradano, Coratina, Racioppa e Pasola, sapientemente lavorate, con tempi di raccolta differenziati, con raccolta poche ore prima della molitura e con attenzione massima in frantoio. La parola fruttato – sottolineano i produttori oleari associati ad Oprol - significa profumo, profumo di oliva. E l’olio di oliva per essere olio buono, per essere insomma veramente extravergine, deve avere un fruttato, un profumo.

Una produzione olearia, quella di Albano di Lucania, che prende il nome di Fontana dei Santi viene dal vecchio nome della contrada, dove ancora oggi, è realmente presente una fontana, utilizzata nei periodi di transumanza per abbeverare le mandrie. Alla guida una nuova generazione di imprenditori agricoli che nel rispetto delle tradizioni concentrano il proprio impegno su un prodotto di eccellente qualità. La loro è una gestione totalmente a livello familiare, che si avvale della consulenza di esperti del settore per migliorare il loro lavoro e la qualità dei loro prodotti. Nella nuova gestione hanno puntato in modo deciso alla produzione di qualità, puntando sull’innovazione e senza dimenticare le passate tradizioni. Hanno recuperato vecchi oliveti abbandonati, tutti situati in agro di Albano di Lucania, dove praticare l’olivicoltura non è semplice, ma soddisfacente per i profumi e i sapori che riesce a trasmettere il frutto di questo lavoro.


Abbiamo deciso di puntare – raccontano i titolari - ad una produzione “sostenibile” meglio conosciuta come “biologica” con produzioni meno elevate ma di maggiore qualità e rispettosa dell’ambiente. Stiamo puntando ad una gestione “sostenibile” dei nostri oliveti, tecniche di inerbimento, riutilizzazione agronomica degli scarti di lavorazione (trinciatura degli scarti di potatura, reflui di lavorazione del frantoio) in moda da ridurre al minimo l’utilizzo di prodotti di origine chimica. Per una migliore qualità dell’olio, effettuiamo la molitura delle olive entro 12-18 ore dalla raccolta, in modo da non rovinare la qualità e di conseguenza conservare tutte le caratteristiche positive delle olive. L’estrazione avviene senza aggiunta di acqua, con un impianto di ultima generazione, con la possibilità di monitorare le temperature in tutte le fasi della lavorazione e senza superare mai i 29ºC gradi. La conservazione del nostro olio extravergine avviene in un locale buio (la luce ossida l’olio) e a temperatura controllata. Quanto alla commercializzazione ci si affida a CAPSAM, consorzio di settore, perché abbiamo visto una grande professionalità e passione nello svolgere questo importante lavoro. Il web è il settore principale sul quale investire per essere presenti e per poter vendere ovunque, l’unico “passaporto” mondiale.

L’Oprol, a partire da queste esperienze imprenditoriali, intende sviluppare una filiera commerciale che punti a potenziare la commercializzazione della materia prima cercando di creare valore aggiunto al mondo agricolo. E' un progetto triennale che vedrà coinvolta l'associazione con tutti i suoi tecnici che saranno presenti nelle aziende a sostegno degli olivicoltori. L’obiettivo è quello di costruire una grande Organizzazione di Prodotto (OP)  che abbia valenza Regionale, rappresenti i bisogni del territorio e della filiera in modo unitario e guardi con attenzione ad un mercato di qualità, dove i produttori organizzati si possano rivedere. In particolare, è importante programmare e gestire bene i programmi previsti nel nuovo Regolamento unico per finanziare l’aggregazione, l’innovazione, l’internazionalizzazione. Bisogna, quindi, agire in maniera propositiva affinché la nostra olivicoltura – sottolinea Oprol - trovi finalmente le adeguate risposte per uno sviluppo appropriato e redditizio, cogliendo le opportunità offerte dalla nuova Pac 2014-2020 e dalle norme nazionali in vigore che potranno essere migliorate con l’adeguamento alla normativa Ue. Nonostante le insufficienze del Piano Olivicolo Nazionale le scelte strategiche devono trovare punti di riferimento nel PSR che deve diventare una delle priorità per cambiare il volto del nostro comparto e renderlo attrattivo soprattutto per le giovani imprese come dimostra l’esperienza di Albano di Lucania.


 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Aprile 2018 15:06
 

CONVEGNO OPROL A MATERA SULLA NUOVA FILIERA OLIVICOLO-OLEARIA

Scritto da oprol Venerdì 15 Dicembre 2017 18:42
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Venerdì, 15 dicembre 2017

La campagna olearia tuttora in corso in Basilicata registra per l’Oprol - Organizzazione Produttori Olivicoli Lucani – associata alla Cia 3 milioni di kg di olive lavorate, 510mila litro d’olio prodotto, un fatturato diretto di 210 mila euro ed un fatturato indiretto di 3,2 milioni di euro: sono questi i dati forniti ieri a Matera nell’incontro “La nuova filiera olivicola-olearia” presso la Camera di Commercio.  La campagna di produzione in corso - – ha riferito il presidente Rocco Pace - è davvero un’annata speciale: conferma le ottime aspettative sulla qualità degli oli che hanno elevate proprietà biofenoliche, che fanno tanto bene alla nostra salute. Anche rispetto alle quantità, sono confermate le previsioni di una raccolta tra il discreto e il buono a seconda degli areali di produzione L’Oprol  conta circa 3000 soci, di cui circa 2000 in provincia di Potenza e circa 1000 in provincia di Matera, e oltre 2.200 ha olivetati. La filiera è costituita dai soci olivicoltori, da quattro centri di raccolta olive situati a Lavello, Montescaglioso, Grassano e Ferrandina, da 4 tecnici agronomi presenti su tutto il territorio regionale, da 7 frantoi che producono olio extra vergine di oliva e commercializzano direttamente al consumatore finale, e da una rete commerciale indiretta che commercializza sempre direttamente al consumatore finale e quindi alle famiglie, in Italia e all’estero.

Nella filiera Oprol – ha sottolineato Pace - l’olivicoltore è posto al centro dell’attenzione, infatti può beneficiare di una molteplicità di servizi gratuiti quali l’assistenza tecnica e informativa; l’assistenza gestionale e formativa; il monitoraggio dei principali parassiti come la mosca olearia Bactrocera oleae;  il monitoraggio settimanale con l’emissione del bollettino da parte dei tecnici agronomi afferente ai diversi areali olivicoli;  Agevolazioni particolari ai soci che conferiscono minimo il 25% della propria produzione olivicola sulle potature e anche sull’acquisto di macchinari e attrezzature. I  progetti futuri indicati riguardano il riconoscimento del disciplinare IGP dell’olio extra vergine di oliva Lucano; possibili accorpamenti con altre organizzazioni di produttori della Basilicata, un progetto d’investimento sui bandi in essere del PSR attraverso la sottomisura 16.0 afferente ai progetti di valorizzazione delle filiere PVF;  la sottomisura 4.1 afferente al settore primario - aziende agricole-;  la sottomisura 4.2 afferente al settore secondario – aziende di trasformazione; la sottomisura 3.2. (la promozione dell’olio Biologico)

 

La competitività della filiera olivicola Oprol passa attraverso il miglioramento della qualità degli oli extra vergini. Per ottenere un olio di alta qualità e garantire la sicurezza alimentare è indispensabile il controllo su tutta la filiera con precise disposizioni e procedure applicabili in tutte le fasi: dai nuovi impianti di oliveti ai rinfittimenti con specifiche varietà di olive, dalla coltivazione del terreno e della pianta alle modalità e tempi di raccolta, dal sistema di produzione e stoccaggio all’imbottigliamento e vendita diretta al consumatore finale. L’alta qualità e la sicurezza alimentare devono essere peculiarità certificate e garantite al 4 consumatore. Un aspetto molto importante per identificare un extra vergine di oliva di alta qualità e adeguata sicurezza alimentare è l’etichetta. L’etichetta è la carta di identità del prodotto ed è l’unico strumento di riferimento, sia per il consumatore consapevole che per il neofita/profano, per meglio comprendere e conoscere il contenuto di una bottiglia. Non solo dove nasce l’olio, ma quando nasce. Infatti, anche il regolamento UE 432/2012 permette di inserire informazioni aggiuntive per informare il consumatore riguardo i valori dei polifenoli, dei tocoferoli e vitamina E. Solo dopo aver prodotto un olio di alta qualità certificata si può proseguire con la valorizzazione su nuovi mercati nazionali ed internazionali. Una filiera olivicola come l’Oprol che si vuole proiettare nel mercato nazionale ed internazionale ha la necessità di essere competitiva in diverse attività. La prima: controllo integrale della filiera “dalla terra alla tavola”;  proseguire l’attività con le altre associazioni di produttori olivicoli della Basilicata e L’assessorato del Dip. Agricoltura della regione Basilicata per il riconoscimento del disciplinare IGP dell’olio extra vergine di oliva Lucano presentato il 22 Novembre scorso a Matera. E’ stato avviato l’iter di tale riconoscimento presso il Ministero delle politiche agricole a Roma e successivamente presso la Comunità Europea a Bruxelles; - Massicce attività di comunicazione per la valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva della Basilicata in Italia e all’estero, perché allo stato attuale la nostra regione è perfettamente sconosciuta riguardo la produzione di olio extra vergine di oliva sul panorama nazionale, figuriamoci nei paesi esteri; - Realizzare attrattori enogastronomici come il museo dell’olio e della tradizione contadina della nostra regione, tali da essere ricettivi e sapere intercettare i diversi flussi turistici già presenti in Basilicata con centinaia di migliaia di presenze. Una per tutte Matera 2019 capitale della cultura e non solo. Anche perché l’agroalimentare, l’enogastronomia e il turismo sono oramai un connubio indissolubile per lo sviluppo economico e sociale della nostra regione. Un grande criticità esistente in tutta la regione nel settore olivicolo che ostacola fortemente la competitività e la valorizzazione dell’olio extra vergine di oliva di alta qualità: è la vendita di olio sfuso e il lavoro nero. L’olio sfuso, chiamato anche olio paesano, viene venduto oramai ovunque in qualsiasi contenitore anche pluriuso, privo di ogni etichetta e di qualsiasi informazioni, senza nessun controllo sulla qualità e sulla sicurezza alimentare, senza nessun scontrino o ricevuta fiscale. Questa condizione prolifera sempre di più infatti, anche in annate come la scorsa produzione dove le quantità prodotte erano esigue, l’olio paesano era sempre disponibile. Questo ci fa capire – sottolinea il presidente dell’Oprol - come le truffe danneggiano il settore olivicolo e ingannano i consumatori. Riguardo ai prezzi di vendita dell’olio cosiddetto paesano poi c’è di tutto: dai 4 euro a salire. A questo va aggiunto l’ulteriore criticità di tante truffe e sofisticazioni acclarate messe in atto dai grandi marchi presenti nella grande distribuzione. L’olio extra vergine di oliva è diventato il primo prodotto in Italia più truffato e sofisticato.. Sostenere l’olivicoltura attraverso ulteriori finanziamenti e norme adeguate significa consentire lo sviluppo radicale del settore olivicolo ed evitare l’abbandono e le tante richieste di espianti. Fenomeno che aumenta in presenza di basso reddito. Le priorità del settore olivicolo sono gli investimenti in nuovi impianti e il recupero di oliveti abbandonati in modo da incrementare le produzioni con lo scopo di: creare nuovi posti di lavoro, evitare che i giovani abbandonino l’agricoltura e quindi anche lo spopolamento dei giovani stessi. Incrementare la produzione olivicola della Basilicata significa anche migliorare le condizioni di dissesto idrogeologico e contribuire a migliorare il paesaggio.

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Ultimo aggiornamento Martedì 19 Dicembre 2017 15:58
   

OPROL: LA NUOVA FILIERA OLIVICOLA-OLEARIA LUCANA

Scritto da oprol Martedì 05 Dicembre 2017 15:35
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CIA: PANE E OLIO A BAMBINI NON DIVENTI “ESEMPIO PUNITIVO”

Scritto da oprol Sabato 11 Novembre 2017 15:33
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Ha fatto discutere, arrivando fino alle cronache nazionali, la decisione di un’amministrazione comunale (Montevarchi) di introdurre un pasto alternativo, a base di pane con l’olio, ai bambini e ragazzi di famiglie che, dopo un mese di solleciti, continuano ad essere morose nel pagamento del servizio mensa. Per noi dell’Oprol (organizzazione produttori olivicoli) e Cia pane e olio non può diventare un simbolo punitivo specie se in concomitanza con i nuovi programmi  per la dop unica (che segue quella per il Vulture) e “olio biotech” della Regione di investimento a favore del miglioramento qualitativo dell’olio lucano. Il caso di Montevarchi al contrario deve rappresentare l’occasione per rafforzare i programmi di educazione alimentare nelle scuole che noi, di intesa con l’Agia (Associazione Giovani Imprenditori), stiamo svolgendo da tempo in numerosi istituti scolastici.

 

I dati di partenza: il 37% di ragazzi di 8-9 anni in sovrappeso o obesi e già tre anni fa il Ministero aveva evidenziato come il 32,3% degli alunni delle elementari avesse problemi di sovrappeso con record del 40% in Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise e Puglia. Il forte sovrappeso dei più piccoli, peraltro, non coincide con la percezione delle mamme sulla gestione alimentare delle proprie famiglie, con più del 90% di loro che – secondo i dati diffusi dal Rapporto Osservatorio Mamme - reputa la propria alimentazione fondamentalmente corretta e poco meno del 70% delle intervistate che ritiene di dedicare maggior attenzione all'alimentazione dei propri figli che a quella degli adulti della famiglia.

L’impegno della Cia per la qualità e la sicurezza alimentare a tutela dei consumatori, soprattutto bambini, è ribadito da Paolo Carbone ricordando tra le tante iniziative promosse l’ accordo tra la confederazione e i medici di famiglia tesa ad un’alimentazione sana e corretta indispensabile anche per prevenire malattie, le fattorie didattiche e più di recente le fattorie sportive con programmi specifici di alimentazione per quanti praticano sport non esclusivamente agonistico. La qualità dei prodotti, la loro tipicità, la sicurezza alimentare –sottolinea il dirigente della Cia - hanno sempre rappresentato per noi un elemento cardine della nostra strategia a tutela della salute pubblica, dei consumatori. La Cia - che intende intensificare le visite di scolaresche alle Fattorie Didattiche e realizzare laboratori e lezioni nelle scuole di educazione alimentare - vuole promuovere la salute e far conoscere e rilanciare la tipicità dei prodotti italiani, da tutti riconosciuti come elementi importanti per una dieta ideale quella mediterranea. Azioni tese, quindi, a prevenire e a ridurre i rischi di una cattiva alimentazione. D’altra parte, la ricchezza delle nostre tradizioni agricolo-alimentari garantisce –continua Carbone - una risposta più che sufficiente non solo per tutti i gusti, ma anche per tutte le necessità dietologiche, siano esse per il mantenimento di uno stato di benessere che per i fini più squisitamente terapeutici. Di qui la necessità di rilanciare il consumo tra i bambini di frutta e verdura fresca e trasformata e di altri prodotti come succhi e spremute per contribuire alla lotta contro l'obesità infantile e migliorare le loro abitudini alimentari. E’ l’obiettivo del programma europeo “Frutta nelle scuole” attuato in circa 120 plessi scolastici delle due province lucane e che interessa oltre 25 mila alunni. La Basilicata, pertanto, si presta ampiamente per realizzare un moderno progetto e un modello da studiare e da far conoscere per valorizzare l’enorme “giacimento di salute” costituito dalle proprie produzioni agroalimentari tipiche. La base di partenza – conclude la Cia – è la scuola dove i bambini possono imparare a distinguere il cibo del fast food da quello di casa ad iniziare dal gusto dell’olio extravergine d’oliva perché no attraverso la sana bruschetta.


   

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